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Ricordo bene i primi mesi di Second Life, quando dicevamo che il Word avrebbe potuto rappresentare un buon esempio per il mondo reale. Un esempio di collaborazione genuina e di scambio su argomenti che riguardano l'Arte , la cultura, la formazione e l'apprendimento. Questi comportamenti di cooperazione fra residenti ci confortavano nel pensiero che gli uomini, se messi in un contesto diverso, possono essere migliori.
Eravamo convinti di questo, in verità io lo sono ancora e con me anche altri, soprattutto stranieri.
Il mio intento, dal momento che mi occupo di arte e possiedo un museo virtuale, è quello di portare le opere create in Second Life fuori, nel mondo reale; farle conoscere agli addetti ai lavori, ai galleristi, ai collezionisti o anche agli artisti che non sono mai entrati in SL. Pertanto vorrei concentrare tutti i miei sforzi in questa direzione, come sto facendo in questo momento. A Maggio infatti un'artista del Museo del Metaverso. Luce Laval, esporrà alla Camera del Lavoro a Milano e questo è per me motivo di grande soddisfazione.
Ultimamente, sta succedendo il contrario. Mi spiego. Il mondo reale piano piano si sta appropriando di Second Life. Lo fa subdolamente, ricreando situazioni e spettacoli che ormai troviamo solo sulle reti commerciali. Mi riferisco ai talk show, ad uno dei quali ho anche partecipato come "esperto".
Questi talk show che spuntano in ogni land, con pseudo esperti che si esprimono a ruota libera su un argomento sempre più popolare, come l'arte, mi perplimono molto.
Discutere e confrontarsi di arte e di cultura mi sta bene, ma farlo ricorrendo ad un format come il talk show, mi sembra uno scimmiottare quello che malamente fanno in real life.
Inoltre, quando tutti si prendono la briga di parlare di tutto come veri esperti, è ancora più pericoloso, perché si rischia di dare informazioni e punti di vista del tutto fuori luogo.
Non lasciamo che Second Life continui ad essere vista come "Topolinia", per dirla alla stex Auer che ha coniato il significativo termine!
Se vogliamo discutere, facciamolo! Facciamolo tutte le sere, senza esperti e opinionisti, senza la pretesa che questi incontri diventino degli eventi e, soprattutto, senza prescelti a dire verità che non esistono.
Rispetto la buona fede degli organizzatori, tuttavia li invito a pensare Second Life come un mondo dove si può osare tutto quello che in Real Life non è possibile.
Se si tratta invece di organizzare incontri, nella direzione che da tempo sta seguendo il Brain2Brain e ancora prima seguita da Unacademy o convegni, con relatori esperti di vari argomenti, è sicuramente altra cosa, perché queste iniziative toccano altri aspetti di Second Life molto importanti, la formazione e l'educazione.

Tag: art, life, second, show, talk

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Risposte a questa discussione

Faccio sempre tanta fatica ad accettare i titoli. Che c'entra il destino di Second Life?
:D

Personalmente non credo che Second Life vada giudicata come "un mondo", una comunita', un'entita' unitaria da confrontare o tantomeno contrapporre al mondo reale. Considero Second Life (e le future piattaforme di mondi virtuali) uno strumento di cui fasce diverse di popolazione e di soggetti (istituzionali, commerciali etc.) gradualmente si appropriano e si approprieranno. Inevitabilmente ogni soggetto fa un uso diverso dello strumento.

Un singolo (cattivo) uso di Second Life non determina direttamente ne' il destino futuro ne' la qualita' dello strumento, proprio per via della molteplicita' ed eterogeneita' dei modi e dei contesti in cui esso viene usato.

Mi sembra che non stiamo parlando della direzione in cui va Second Life - una direzione unica non esiste da questo punto di vista, e in ogni caso non verra' determinata da fenomeni di cosi' bassa portata. Stiamo parlando di pseudoesperti che pontificano senza averne la competenza, scendendo al livello dei talk show televisivi. Su questo non posso che essere d'accordo con Roxelo, anche se non ho avuto la sfortuna di assistere personalmente a uno di questi talk show - Second Life e' cosi' piena di eventi e cose da fare quando si sa cercarli, che ho appena il tempo di partecipare alle iniziative organizzate da gruppi "affidabili". Per "affidabili" intendo gruppi che conosco o che hanno gia' avuto modo di dimostrare la propria serieta'.
Roxelo segnala (oltre che promuovere) ottimi eventi che esemplificano un buon uso di Second Life. Credo faccia benissimo a mettere in luce anche gli esempi di cattivo uso.

Nota:
il mio commento tocca solo una parte delle tematiche affrontata da Roxelo, e potrebbe forse essere anche un po' fuorviante rispetto al suo post. Se rispondete, fate attenzione a rispondere anche e soprattutto all'intervento originale.

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Il tuo concentrare gli sforzi nel voler a tutti i costi far uscire in real quello che di buono stai facendo iw dovrebbe rassicurarmi sul fatto che SecondLife rappresenti un'occasione per essere migliori? Permettimi di avere qualche legittimo dubbio. La mia personalissima lente d'ingrandimento mi mostra singoli individui, nella migliore delle ipotesi piccoli gruppi, che perseguono uno scopo ben preciso. Quando lo scopo è condiviso ci si unisce. Quando non lo è ci si divide. Quando crea problemi lo si combatte. Coerentemente con quanto appena scritto ness ha tolto tutti i suoi lavori dal metaverso. Coerentemente con quanto appena scritto non potevi non aspettarti una risposta del genere.

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Open il titolo rappresenta soltanto una provocazione, anche se non capisco più davvero dove sta andando SL.

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Nessuno, ho fatto un paragone tra il fare conoscere nel mondo reale l'arte di Second Life, che , al di là del tuo personale punto di vista, a me sembra cosa buona e giusta e il fatto che alcuni aspetti della real life che io considero " non cultura" stanno penentrando in second life, nel modo peggiore. Pertanto volevo dire che non è SL ad uscire come fenomeno creativo e a fare conoscere la parte migliore di sè, ma sta iniziando la colonizzazione con la proposizione dentro sl degli stessi insulsi programmi che vediamo in TV. Ecco è questo che volevo dire!
Preciso che non vado a fare conoscere Rosanna Galvani in rl, il mio nome non figurerà da nessuna parte, se mai figurerà il Museo del Metaverso e l'arte di Second Life.

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Al di la dei NOSTRI personali punti di vista Roxelo anch'io credo sia cosa buona e giusta per chi lo desideri far conoscere l'Arte di SL in real ma non a scapito dei metodi e delle finalità. L'idea che il tuo nome in real venga sostituito per sempre in 'Museo del Metaverso' o peggio ancora divenga sinonimo di tutta l'arte in Second Life è davvero troppo. Se posso ti risparmio questo sacrificio.

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Nessuno non capisco cosa vuol dire "a scapito dei metodi e delle finalità". Potresti essere più chiaro?
In primis sarà Luce laval ad esporre le sue opere create in Second Life, presentata dal Museo del Metaverso, per cui non capisco che c'entra l'affermazione che il mio nome è sinonimo di tutta l'arte di SL. Dove ho affermato questo? Luce laval è un'artista che opera in sl e come tale è una testimonianza pregevole di quanto in sl si sta producendo. Se invece di luce ad esporre fosse stato Pinco Pallino, sarebbe stata la stessa identica cosa. Non capisco davvero dove vuoi andare a parare, forse non colgo il non detto.

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Per Pinco Pallino deve intendersi un altro artista del museo.

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Zyg, va bene che sui gusti non si discute, ma qui non è proprio un fatto di gusti. Second Life è la piattaforma web 2.0 più innovativa fra tutte e quindi ti aspetteresti anche forme di comunicazione che vadano in questa direzione, almeno trasversali, che abbraccino il web e che sviluppino un pensiero creativo, senza opinionisti ed esperti. Quante volte abbiamo parlato della cultura dal basso, anche durante gli incontri con Joannes, quando si sperimentavano anche metodi e si analizzavano comportamenti. Mind Clarity sta proponendo esperimenti di questo tipo nel campo della psicologia, indagando i sentimenti del gruppo. Insomma, in SL si può fare di tutto, ma non i talk show. E' vero, come dice Open, che ci sono molti contesti in SL e molti modi di usare lo strumento ed è ovvio che tutti sono liberi di farlo a loro piacimento, ma è anche vero che importare dalla rl, a pié pari, format che sono orami stantii anche in TV, è un modo di svilire le potenzialità del mezzo e assimilarlo all'altro media, che molti di noi rifuggono almeno nei programmi più commerciali, cioè la televisione. Second Life non è la televisione!

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Ormai penso che sia inevitabile trovare su Second Life le cose che abbiamo nella Real Life. In fin dei conti le idee sono le stesse nei due mondi. Che si possa fare molte cose su SL è assodato ma è la fantasia che ci distingue gli uni dagli altri. Puoi chiamare un incontro tra + persone talk show, forum, conferenza, dibattito, comizio ect ect....ma sempre quello è. Sicuramente fare un talk show su SL non è originalissimo, ma non vedo differenze se metto a paragone un museo reale con un museo di SL. Puoi farlo anche appeso per aria e a testa in giù, ma sempre un museo o esposizione rimane. In fondo quante abitazioni di SL non hanno quadri appesi con le proprie foto sopra un divano o vicino ad un caminetto? :)

Io penso che per diversificarsi.....se uno vuole proprio farlo....dovrebbe evitare di esportare le "cose" di SL nella RL. Credo appunto che una cosa creata su SL appartiene a SL e solo li ha il suo valore. Appunto perchè è unica in un ambiente unico, acquista un valore diverso. Sarebbe meglio, per me, parlare di Arte DI Second life e non SU Second Life!!

Posso concedermi il vezzo di pubblicare le mie foto o le mie opere su un sito, su un social network, ma stamparle e farne una mostra, a mio parere, gli fa perdere la sua unicicità.

A me non interessa che SL venga apprezzata dall'esterno (conosciuta si!)....ma interessa che le mie cose vengano apprezzate dagli utenti di SL e dai curiosi che, come me a suo tempo, hanno voglia di esplorare un nuovo mezzo comunicativo e sicuramente la base del web futuro. Ricordiamoci che noi siamo i precursori.....gli sperimentatori....stiamo preparando e usando quello che fra qualche anno sarà una cosa normale:):)

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Cara Roxelo,
mi si apre il cuore nel sentirti parlare. Si hai ragione ci sono persone che come te in sl portano avanti un ideale di collaborazione che vorremmo sinceramente trovare anche nella vita reale. Qual è lo scopo di avere un museo trasparente, aperto, disponibile al dialogo se poi lo si chiude al mondo esterno e rimane esclusivamente una bella favola? E' come ammettere che tra il mondo reale e virtuale non ci può essere un dialogo, perché il museo, nato in sl, deve servire esclusivamente da rifugio ad artisti che hanno rifiutato il mondo esterno.
Tu credi al tuo lavoro e ti sei dedicata a realizzare un’oasi per mostrare e dialogare di arte, di letteratura, di poesia, di musica. Durante l’iniziativa di Arena ti sei resa disponibile a più di una cinquantina di artisti, per mesi, perché tutti, a rotazione, avessero la possibilità di far conoscere il loro lavoro. Ma ancora di più, parli in continuazione di altre iniziative parallele e mi hai guidato personalmente ad altre mostre orgogliosa di sentire accanto a te una rete di persone impegnate nelle diverse esperienze artistiche.
Tutto questo costa tempo, dedizione, impegno economico.
Appena mi hai parlato del servizio apparso su Ottagono sono corsa ad acquistare la rivista e mi sono sentita orgogliosa del fatto che alcuni di noi avessero avuto la parola e l’occasione di raccontare quello che sta accadendo in second life. Come tutte le cose che danno un minimo di soddisfazione ti fanno anche soffrire. Scattano le invidie, le rivalse e inevitabilmente ci si fa dei nemici. Nello stesso momento in cui riesci ad ottenere un piccolo riconoscimento, ecco che arrivano i livori. Mi viene da suggerirti un verso di Dante: “non ti curar di lor ma guarda e passa”.
La notorietà di una iniziativa attira come sempre personaggi che pensano che in un mondo virtuale si possa fare carriera facilmente e con poco impegno parafrasando il mondo reale e portando purtroppo dentro i vizi di cui tutti noi ci lamentiamo. Ma se rifletti bene ci sono sempre stati personaggi del genere, chi entra per speculare, chi entra per stabilire rapporti illeciti, chi entra per costruirsi un mondo fasullo essendo insoddisfatto di quello che giornalmente deve affrontare e l’elenco è lungo.
Io le ho trovate le persone giuste, ho potuto pubblicare un libretto nella Biblioteca Archimedica, ho realizzato una mostra alla Feltrinelli in contemporanea con second life e sono orgogliosa che alcune mie opere siano ben visibili nel Museo del Metaverso e le mostro agli amici di qua dallo schermo perché sono il proseguimento di un lavoro artistico che porto avanti da più di trenta anni.
La scelta di Luce Laval è una tua scoperta e un tuo successo. Fammi sapere i dettagli perché non mancherò di essere presente all’inaugurazione.
Grazie Roxelo.

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Grazie Sarima, le tue considerazioni mi confortano molto, conoscendo ormai abbastanza bene la tua competenza in materia e il tuo equilibrio nel giudizio.
Io non impongo a nessuno le mie idee ed è evidente che gli artisti che non intendono essere promossi nel mondo reale non lo saranno. Non mi sembra di essere così dittatrice, ma di seguire soltanto le mie idee, che sono supportate da una valutazione rispetto alla questione di cui stiamo trattando e da un certo intuito.
Quindi, pure rispettandola, non capisco la posizione di nessuno myo che toglie le sue opere dal museo. Il museo ospita gli artisti e le loro opere, senza finalizzare queste esposizioni ad eventuali promozioni in real life, l'unico requisito per esporre al museo è la qualità delle opere e di conseguenza degli artisti.
Fra l'altro, non tutti gli artisti saranno promossi indistamente e sarà comunque concordato con ciascuno di loro, quando sarà il momento.
Quindi il problema dell'uscire da Second Life si porrà soltanto per chi vorrà farlo. D'altronde essere visibili nel web è già uscire da Second Life, non credi? Il Museo del Metaverso è da tempo uscito da Second Life, da Aprile dell'anno scorso quando fu citato da Mario Gerosa su Panorama, ad Ottobre 2008 alla mostra Rinascimento Virtuale e quest'anno su Ottagono. Questo se vogliamo nominare le uscite più importanti!

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Rox, capisco il tuo punto di vista, anche perchè, come hai potuto vedere in SL in parecchi utilizzano la mascheratura del talk show solo per fare evento.. certo non tutti come ad esempio Marco che hai citato, lo fanno per un secondo fine, ma ho potuto constatare purtroppo che parecchi sedicenti esperti contemporaneamente owners si appropriano di situazioni solo per mero traffico, e ranking nel search. Sia utilizzando talkshow, eventi educativi che arte.
Questo più volte mi ha fatto letteralmente venire da vomitare... scusa la franchezza... il vero filantropo si vede guardando l'opera di chi agisce senza pubblicizzarsi troppo o la cui stella riluce di luce propria non di quella altrui.

Ben venga la tua installazione e il tuo lavoro che porta alla luce artisti di ogni tipo, dei consigli che dai a tutti indistintamente. Spero tanto che il Museo continui a tirar fuori il meglio di tanti ottimi artisti. e non ti preoccupare che quello che è esportabile dell'arte di SL sarà esportato, e venduto.

Quello che non si può esportare sarà goduto inworld portando pian piano la critica all'interno (come abbiamo sempre sperato).

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